La Necropoli di Fossa

La Necropoli di Fossa, situata a Fossa, in Provincia dell’Aquila, è un sito archeologico abruzzese di notevole importanza a livello nazionale.


La Necropoli è stata addirittura soprannominata “piccola Stonehenge” proprio per la sua rilevanza a livello storico ed archeologico, data soprattutto dal fatto che le tombe qui ospitate coprono un arco temporale molto vasto, che va dal X sec. a.C. fino al I sec d.C.


Le sepolture, posizionate strategicamente sulla riva settentrionale del fiume Aterno, durante gli scavi hanno riservato non poche sorprese agli archeologi. Le 500 sepolture fino ad ora ritrovare ed esplorate occupano un’ampia area che copre quasi 2000 metri quadri di territorio.


I tumuli sono di diverso tipo e risalenti, come già detto, a periodi storici diversi e anche molto distanti tra loro. Questa distanza temporale è manifestata soprattutto dalla tipologia di tecnica usata nella realizzazione dei tumuli.


Le tombe più antiche sono fatte risalire al popolo dei Vestini e contengono numerosi oggetti di vita quotidiana la cui collocazione nel feretro è spiegata dal vigente culto dell’aldilà, tipico di molte popolazioni del tempo. Ci sono poi tombe circolari fatte di pietre, risalenti all’età del Ferro (X-VIII secolo a.C.) nonché tombe di uomini adulti, caratterizzate dalla disposizione all’esterno di pietre in posizione verticale con altezze (in ordine decrescente) che vanno dal 50 cm ai 4 metri.



La Necropoli fu successivamente utilizzata dai Romani. A questo periodo vengono fatte risalire le tombe a camera con “lussuosi” letti funebri in osso ed avorio scolpiti, ovviamente riservati a personalità di rilievo.
Il sito archeologico di Fossa è un luogo dall’atmosfera particolare e ricco di misticità che merita di certo una visita, rimanendo la necropoli protostorica più importante di tutto l’Abruzzo.